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TFF 2011 – Midnight in Paris: la recensione

Midnight in Paris di Woody Allen, con Owen Wilson e Rachel McAdams, ha il sapore di una deliziosa fiaba senza tempo. Gil è uno sceneggiatore hollywoodiano che aspira ad essere scrittore. Proprio come Cenerentola veniva continuamente vessata dalla matrigna e dalle sorellastre, lui lo è dalla futura moglie Inez e dagli irritanti genitori di lei, tutti insieme “appassionatamente” in vacanza a Parigi. Ma se per la bella schiavetta a mezzanotte l’incantesimo magico svaniva, per Gil si avvera. Alla coincidenza delle lancette si ritrova improvvisamente nella fiorente Paris degli anni Venti. Lì incontrerà le più fervidi menti artistiche del tempo: da Pablo Picasso a Ernest Hemingway, da Scott Fitzgerald a Gertrude Stein, da Salvador Dalì a Luis Bunuel… continua a leggerlo su http://www.cinemaerrante.it cliccando QUI

Home Video – Vicky Cristina Barcelona

Di Woody Allen? No, non può essere di Allen! Invece sì, è proprio suo!

“Vicky Cristina Barcelona” non sembra un film del buon vecchio Woody. Una volta tanto non è necessario spararsi lattine di Red Bull a manetta per arrivare ai titoli di coda. Perchè il menage à trois (o forse è meglio dire à quatre) alla base del plot ha in sè tutto il brio della terra spagnola. Convince e coinvolge.

Diciamo subito che il vero treno motore del film è il binomio formato dalla colonna sonora e dal narratore/voce fuoricampo alla Truffaut… continua a leggerlo su http://www.cinemaerrante.it cliccando QUI (e diventa FAN su Facebook)

Match Point

Sopravvalutato. Lento. Deludente. Match point non decolla mai nonostante i molteplici colpi di scena, la bravura di Jonathan Rhys Meyers e la sensualità (che però rimane inesplosa) di Scarlett Johansson. Lo spunto di base, ovvero il peso della fortuna nella vita umana, non prende forma compiuta e rimane in una terra di mezzo. La pallina da tennis che oscilla da una parte all’altra della rete è metafora non sufficiente a tenere in piedi il film. Woody Allen, il cui cinema ha sempre lasciato a desiderare in merito a ritmo e dinamicità alla macchina da presa, sembra avere un vuoto di memoria riguardo al suo punto di forza: il contenuto. Dimostra di trovarsi più a suo agio nella commedia che non nel genere drammatico/thriller/noir. Insomma, un piccolo buco nell’acqua colmato dai successivi Scoop e Basta che funzioni, due chicche della sua produzione più recente.