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“Tower Heist”: riuscita action comedy corale che sa smarcarsi da pericolosi paragoni

Mettere due galli nello stesso pollaio è spesso un grosso rischio. Brett Ratner riesce invece nell’impresa con nonchalance. Le due prime donne Ben Stiller e Eddie Murphy non si pestano i piedi, anzi, s’inseriscono con disinvoltura e umiltà in una action comedy corale, di comprimari “d’alto livello” (Casey Affleck, Matthew Broderick, Michael Pena, Gabourey Sidibe). Ratner ha già dimostrato polso fermo nella trilogia di Rush Hour, quando ha avuto a che fare con due cavalli di razza come Jackie Chan e Chris Tucker. Per questa nuova avventura sceglie ancora una volta un bianco ed un nero, che, come in uno spot Ringo, vanno perfettamente d’amore e d’accordo. Per di più entrambi sono sbocciati e giunti alla notorietà dal palcoscenico del Saturday Night Live. Ma non c’è solo un’equa spartizione degli spazi filmici tra Stiller e Murphy. La pellicola scritta da Ted Griffin e Jeff Nathanson conduce la carriera dei due attori ad un giro di boa. Definitivo o parziale non possiamo dirlo, ma certamente evidente e da non perdere.

Ben Stiller mette da parte la sua faccia di gomma, si fa più fintamente e forzatamente serio e serioso, maledetto, western. Eddie Murphy idem per quanto riguarda le smorfie (concentrate in alcuni brevi stralci come la “gag epilettica” in auto appena uscito dal carcere o “l’atterraggio” della Ferrari al guinzaglio di ferro). Rinuncia addirittura a quel sorriso a 32 denti con risolino di fondo che è stato il suo cavallo di battaglia dai tempi di Una poltrona per due. Il primo sembra voler girare pagina rispetto ai soliti stilemi adottati nella trilogia dei Focker e alla demenzialità andante degli ultimi film da lui stesso diretti. Il secondo pare dire basta al trasformismo del Professore Matto, all’infantile comicità del Dottor Dolittle, agli insuccessi come Piacere Dave. Due serpenti che cambiano pelle. E fanno bene.

Ma torniamo su Brett Ratner. Il regista di The Family Man confeziona un’opera riuscita, che si svincola con agilità dal confronto scontato ed obbligatorio con Mission Impossible e Ocean’s Eleven. Tower Heist non è né l’uno né l’altro. Non c’è la folle imbrobabilità della saga che ha reso noto Tom Cruise, né l’ammaliante furbescheria che avvolgeva il film di Soderbergh. C’è un’umanità con i piedi per terra, che tenta un’impresa fuori dal reale con mezzi reali. E’ un genere diverso, in pieno stile con la trilogia interpretata da Chan e Tucker. C’è poi suspense, tensione, action di un director che fa tesoro delle precedenti esperienze come Red Dragon e X-Men Conflitto finale.

Dicevamo in apertura che è un film corale. Come in una vera “banda Bassotti”, ognuno fa la sua parte. Casey Affleck è brillante, di un timoroso comico tendente al vero, e riesce a plasmare un personaggio che si smarca da quello avuto, per l’appunto, in Ocean’s Eleven. Matthew Broderick torna sugli schermi italiani dopo il simpaticissimo The Producers del 2006. E’ un attore di cui sentivamo la mancanza. Michael Pena ha grosse capacità comiche. Gabourey Sidibe, dopo lo struggente Precious, mostra la sua vena scanzonata. Unica nota stonata è Tèa Leoni, poco credibile nei panni della glaciale agente Fbi dura e pura.

Insomma, Tower Heist è un film da vedere, a suo modo una piccola grande sorpresa. In tempi di crisi economica e frodi a non finire, tocca un tasto dolente della nostra società con fare leggero e rispettoso. E’ il nuovo colpo riuscito di Brett Ratner.

# 5 – Speciale Ben Stiller: tutte le facce di…

Se pensiamo a Ben Stiller, pensiamo immediatamente alla sua faccia, alle sue espressioni, alla sua mimica facciale… e ci viene subito da ridere! Un po’ come Jim Carrey, Ben Stiller deve infatti parte del suo successo alla faccia da schiaffi che si ritrova, garanzia di divertimento. Ecco quindi una carrellata di smorfie estrapolate da alcuni suoi film… quella di “copertina” è ovviamente la storica espressione “blue steel” tratta da Zoolander, in un certo qual modo la “faccia base”, quella più peculiare, quella a quale ricolleghiamo quasi tutte le altre! Per vedere le immagini più grandi, cliccateci sopra!

Ti tengo d’occhio (da “Vi presento i nostri”)

Sorriso smagliante (da “Tutti pazzi per Mary”)

Sanguinolento (da “Tropic thunder”)

Mustacchi di classe (da “Palle al balzo”)

Fonato e basettone (da “Starsky and Hutch”)

Doloreeee! (da “Tutti pazzi per Mary”)

Espressione “magnum” (da “Zoolander”)

Adoro il profumo del napalm (da “Tropic thunder”)

Easy Rider style (da “Starsky and Hutch”)

Abboccato (da “Tutti pazzi per Mary”)

Chi va là? (da “Una notte al museo”)

To be continued…

# 4 – Speciale Ben Stiller: non solo cinema… ma anche parodie e videoclip musicali!

Sempre in accordo con la Universal Pictures Italia, per la promozione del film Tower Heist, continuiamo il nostro viaggio nella carriera di Ben Stiller soffermandoci un attimo su due esperienze non propriamente cinematografiche…

Ha quasi fatto storia la clip di parodia di Mission Impossible II realizzata da Ben Stiller e Tom Cruise in occasione degli Mtv Movie Awards del 2000. I due sono amici da tempo, tanto che Cruise si è concesso per una parte nel recente film demenziale Tropic Thunder diretto da Stiller… Ecco cosa videro agli Mtv Movie Awards. Buone risate!

Meno nota è invece la breve ma simpaticissima apparizione di Stiller nel video della canzone Closer dei Travis. Impersona il capo del personale di un supermarket che crede di sentire una certa festosa baraonda “in zona casse” e non solo. La song è piacevole da ascoltare nella sua interezza, ma per i più frettolosi e impazienti l’apparizione del mitico Ben è intorno ai minuti 2.45…

To be continued…

# 3 – Speciale Ben Stiller: “Tutti pazzi per Mary”… indimenticabile!!

Correva l’anno 1998 quando l’America fu sconvolta (dalle risate) da Tutti pazzi per Mary dei fratelli-no-limits-Farrelly. Una commedia esilarante, priva di freni inibitori, che dissacra l’amore senza esclusione di colpi (bassi e bassissimi). Protagonista un irresistibile Ben Stiller (che vediamo anche in versione anni Ottanta col capellone lungo e randagio). Il suo personaggio, l’ingenuo Ted, pur di rivedere l’amata Mary (Cameron Diaz) si ritrova in una giungla di personaggi fuori dal comune: un investigatore infido e farfallone (Matt Dillon), un foruncoloso patito per le scarpe femminili, un’orripilante e abbronzatissima madre di lei, un cane che definire “aggressivo” è un eufemismo…

Le scene storiche sono molteplici. Eccone tre indimenticabili!

Personalmente una delle scene più divertenti della filmografia di Ben Stiller. Attenti alla cerniera lampo… ma anche all’ingresso in ambulanza!

 

Odi et amo con il migliore amico dell’uomo, il cane. Ecco due clip tutte da ridere:

 

To be continued…

# 2 – Speciale Ben Stiller: “Giovani, carini e disoccupati” – la recensione

Lelaina è la ribelle assistente di studio di un programma Tv, Vickie fa la commessa in un negozietto di vestiti, Troy è disoccupato e passa le giornate a cazzeggiare, Sammy non sa come dire ai suoi che è gay. Quattro amici, quattro storie intrecciate verso la ricerca di un’identità propria in un mondo che ti lascia a piedi subito dopo la laurea…

Film d’esordio alla regia di Ben Stiller, Giovani, carini e disoccupati (del 1994 e prodotto da Danny DeVito) è un buon film, pur con tutte le smagliature di un’opera prima che non ha il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. La pellicola infatti si stronca in due: la prima parte originale e pimpante, la seconda banalotta e farfallona.

Pur non rinunciando ai soliti stereotipi americani (sex and drugs, il timore dell’Aids, il fast food, ecc.), Ben Stiller riesce a tracciare con mano leggera il profilo di una generazione allo sbando e senza futuro, di quelle, proprio come accade oggi, che dopo la laurea si trovano in un vicolo cieco. Un generazione che vorrebbe spaccare tutto e cambiare il mondo, ma la ricetta non è a portata di mano. E quindi ci s’arrangia con il posto da commessa o benzinaia, saltando da un licenziamento all’altro.

La regia, quanto meno nella prima parte, è ben ritmata. I movimenti della mdp creano respiro scattoso da videoclip al neon molto anni Novanta. Dominano le sequenze musicali, trascinate al guinzaglio da grandi hit come My Sharona dei The Knack, When you come back to me degli World Party e All I want is you degli U2. Il montaggio funziona, intervallando la linea narrativa con brandelli di amatoriali e traballanti riprese di un filmino girato da Lelaina e con sgranate e flashanti immagini televisive. La frammentarietà del montaggio corrisponde al caos interiore vissuto dai protagonisti.

Ma alla lunga il film s’adagia sulla love story da quattro soldi. Ben Stiller si fa melodrammatico, lasciando in secondo piano quella che invece era la vera fonte d’interesse del film: lo spaccato di una generazione divisa tra irraggiungibile sogno e triste realtà.

La prova del cast artistico è genuina, frizzante, da promuovere a pieni voti. Spicca la performance di Winona Ryder, bella, comica, peperina, acqua e sapone; al suo fianco Ethan Hawke, che non è solamente il solito bello impossibile col capello lungo, unto e bisunto.

Insomma, un film godibile, piacevole, che, pur con le sue pecche, è perfetto per una serata tra amici. Ovviamente giovani, carini e, possibilmente, non disoccupati.

# 1 – Speciale Ben Stiller: c’era una volta…

Sempre in collaborazione con Universal Pictures Italia, nell’ambito della promozione web di Tower Heist, zoomiamo su Ben Stiller. Ma prima di occuparci di vari punti salienti (e divertenti) della sua filmografia, scopriamo alcuni aspetti curiosi della sua vita prima della notorietà…

Benjamin Edward Stiller nasce a New York il 30 novembre 1965 da due celebri attori comici: Jerry Stiller, conduttore di uno show molto amato negli Usa, e Anne Meara. I due, tuttora attivi in Tv e al cinema, sono stati una leggendaria coppia di risate garantite durante gli anni Sessanta e Settanta. E’ quindi evidente come la comicità già gli scorresse nel sangue sin da piccolo. E da bambini, si sa, si imitano i genitori. Così Ben, insieme alla sorellina Amy, a 10 anni mette in piedi piccoli spettacolini domestici e inizia a divertirsi nel girare i primissimi filmini in 8mm. Sempre intorno a questa età esordisce di fianco alla madre nella serie televisiva “Kate McShane”.

Nel 1983 s’iscrive all’UCLA, l’università di cinema di Los Angeles, che abbandonerà appena 9 mesi dopo. Passano 2 anni e ottiene una parte nel revival teatrale di “The House of Blue Leaves”. E mentre lo spettacolo è ancora sulle assi dei palcoscenici di Broadway, realizza una breve ma pungente parodia de Il colore dei soldi di Martin Scorsese (nel particolare imita il personaggio di Tom Cruise, che in futuro tornerà suo bersaglio facile con Mission Impossible 2), che nel 1987 viene trasmessa dal famoso Saturday Night Live (vera fucina dei comici cinematografici americani da più di 30 anni). La notorietà è dietro l’angolo. Ben ottiene un lavoro nello show, che allieterà di trovate comiche fino al 1989.

Nel 1990 ha su MTV uno spettacolo tutto suo, “The Ben Stiller Show”, ma il programma dura poco, e nel 1992 scompare dai palinsesti. Ma siamo già giunti alle porte del suo debutto cinematografico dietro e davanti la mdp, Giovani, carini e disoccupati (del quale parleremo nel prossimo post)…

Ma fermiamoci un attimo e godiamoci, in lingua originale, alcune gag realizzate durante il “Saturday Night Live” e il “Ben Stiller Show”:

To be continued…