Carnage: Gruppo di matti in interno, Carnage di Roman Polanski è un delizioso kammerspiel dove va in scena la fiera dell’acidità. Le scaramucce nel parco tra i rispettivi figli (in realtà un nervo dentale semi-scoperto non è proprio una bazzecola!) sono la causa dell’incontro tra due coppie di genitori border line. In genere i panni sporchi si lavano in casa propria, ma non quando si hanno ospiti da ricevere. Così la pacifica discussione su un bambino “armato” di bastone prende una brutta piega ed le coppie Waltz-Winslet e Reilly-Foster aprono il rubinetto delle loro manie, ossessioni, insoddisfazioni ancestrali, nomignoli privati, con un bel contorno di sfottò e maleducazione. A tutto questo non mancano un’inaspettata cascata di vomito, tulipani in aria, gente in mutande. Un Polanski inusuale che stupisce, conferendo personalità cinematografica ad un’opera teatrale, Le Dieu du Carnage della francese Yasmina Reza. Straordinario tutto il quartetto attoriale, anche se spicca il mastodontico Christoph Waltz, nei panni di un personaggio così fastidioso da risultare simpaticissimo, che non si può non adorare.
Seediq Bale – Warriors of the Rainbow: Un frullato monogusto (con alcuni picchi dolciastri-inquadrature pazzesche) di fucilate, baionettate, teste mozzate, grida, e poco altro. Un panta rei di sangue e cadaveri. La mente corre a Braveheart, Apocalypto, L’ultimo dei Mohicani. I richiami sono svariati ed inevitabili da notare. Un kolossal costosissimo (mai si era prodotto un film così caro a Taiwan!) incentrato sul massacro di un gruppo di aborigeni che nel 1930 fecero di tutto pur di difendere la loro terra dall’invasione dell’impero giapponese. E’ un massacro denso di azione e spari, ma povero povero di ideologia. Il tutto è godibile, ma è un entertainment lungo 2 ore e mezzo, dove se ti addormenti per 30-40 minuti non perdi il filo della storia.
The Sorcerer and the White Snake: raramente mi piego a termini forti o sproloqui di sfogo senza freno. Per questo film non riesco però a trattenermi. Il buon ragionier Ugo Fantozzi osò definire La Corazzata Potemkin “una cagata pazzesca”. La stessa espressione calza a pennello per la pellicola di Tony Ching Siu-tung, venduta come un buon “cappa e spada” e dimostratasi invece un inguardabile fantasy. Mi sfugge cosa abbia spinto Jet Li a recitarvi. Una storia banale con donne serpente e demoni pipistrello, distese di ghiaccio e templi che si squarciano. Il tutto presentatoci con un digitale volutamente di superficie, quasi abbozzato, da favoletta sognata, inaffrontabile. Lo stacco rispetto al “piano” sul quale agiscono gli attori è troppo evidente. Forse il film più brutto che abbia mai visto, se poi a questo si aggiunge che è stato proiettato a mezzanotte, capite il fastidio di aver perso inutilmente 2 preziose ore di sonno. Mai più, vi prego, mai più!













