“Suspiria”: scarpette rosso sangue e aria di remake

24 maggio 2012

Quest’articolo partecipa al contest per blogger promosso dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro per omaggiare i vari ospiti che negli anni sono stati presenti all’evento. Da venerdì 25 a lunedì 28 (ore 13.00) maggio potrete votarlo mettendo i vostri “mi piace” e/o commenti al link presente sulla pagina di profilo Facebook del Festival. Chiedete l’amicizia (che vi sarà accettata dopo poco tempo) e votatemi! :D

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E’ notizia di pochi giorni fa: a settembre prossimo inizieranno le riprese del remake dello splendido e terrificante Suspiria di Dario Argento per la regia David Gordon Green, affiancato alla sceneggiatura da Chris Gebert. Tra le interpreti spiccano Isabelle Fuhrman (Hunger Games)  e Janet McTeer (Albert Nobbs), ma soprattutto la poliedrica Isabelle Huppert (che in questi giorni abbiamo visto a Cannes 65 in In Another Country di Hong Sang-Soo e Amour di Michael Haneke).

Tra i produttori di questo scivoloso reloaded sui generis c’è Luca Guadagnino, che, insieme al collega Francesco Melzi d’Eril, ha detto: “C’aspettiamo un film di valore, capace di raggiungere un pubblico internazionale molto ampio”. Ma tra i finanziatori figurano anche Adam Ripp e Rob Paris (della “Crime Scene Pictures”) che a loro volta hanno dichiarato: “Amiamo lo stile e l’energia del film originale. La sceneggiatura di David Gordon Green aggiorna il suo mondo in modo brillante, presentando un’opportunità unica per creare un horror classico ed elegante”.

Ai costumi, al posto di Pierangelo Cicoletti, ci sarà la tre volte premio Oscar Milena Canonero, mentre la colonna sonora rimarrà quella dei Goblin (un vero must intoccabile e degno di venerazione!)

Sono passati 35 anni dal film originale e per molti Suspiria è il migliore Dario Argento di sempre insieme a Profondo Rosso e Nonhosonno. L’approcciarsi oggi ad un remake (una moda un po’ inflazionata ormai!) è quindi scelta zoppicante, ma anche meritevole di stima quantomeno per il coraggio. Il paragone è dietro l’angolo e spesso se ne esce sconfitti. Facciamo quindi un salto nel passato per mettere in luce i punti di forza del film del ’77, che potrebbero essere fonte di flop per il remake.

Cominciamo sottolineando come Suspiria di Dario Argento sia una grande opera d’arte, che si ciba di musica, artigianato, design nei costumi e negli interni, studio delle luci e dei colori, ecc.

L’aspetto più evidente (e invadente), che infatti non verrà rimaneggiato da Gordon Green&Co., è la colonna sonora. Inquietanti tintinnii, urla strozzate, fievoli brusii, acuti soffocati, ululati umani, tonfi e tamburi come colpi su bidoni della strada, bassi trimpellati e gracchianti. Una sonorizzazione pressoché continua e consonante ai gesti che vediamo sullo schermo (coltellate, impiccagioni, apparizioni, sparizioni, ecc.).

A livello cromatico dominano rosa, celesti, rossi, blu, gialli, verdi con tonalità acide e basiche, shocking e sbiadite, al neon e da casa retrò, che fanno ancor più il loro effetto applicati ad interni ampi e spogli, dal vago gusto liberty con tappezzerie arabesche molto dandy anni Settanta.

Ulteriore aspetto da segnalare sono quel trucco e quell’uso degli effetti speciali così artigianale e così serio, tanto fittizio quanto vero. Si vede chiaramente l’artificiosità di certe scene, ma c’è come un patto con lo spettatore, che accetta e ama tutto ciò, comprendendo d’esser parte dell’affascinante e smascherato gioco del genere horror. Il sangue rosso vermiglio fa le bolle, così come le fauci del cane che azzanna il cieco sono “di peluche”. Ma il comico non prende il sopravvento, il patto è saldo, il polso di Dario Argento è fermo, e noi gongoliamo in tutto ciò soddisfatti, sadici e divertiti.

Ma tutti questi elementi tecnici sarebbero ben poca cosa se slegati fra loro. La loro intersezione, somma, convivenza, orchestra quel senso (e sapore quasi morboso) dell’attesa che genera, se non proprio terrore, ansia, angoscia, magone, timore profondo. E’ come se gli svolazzanti e spettrali sospiri che tormentano la giovane e innocente Suzy abitassero spazi e oggetti, vetri e vetrate, corridoi e porte. Tutto si dota di un’energia sinistra, palpabile e nascosta nell’ombra, che inquieta e ci fa godere del venturo spavento.

Di fronte a cotanta magnificenza estetica ed emozionale, è dunque lecito chiedersi: il remake di David Gordon Green riuscirà, se non a superare, quantomeno ad eguagliare tutto questo?


“Il gioco dell’amore e del caso”, ecco la prima Pergola production

23 aprile 2012

C’è sempre una prima volta. Anche nel campo della produzione. Così è per la nuova Fondazione Teatro della Pergola di Firenze con la messinscena di Il gioco dell’amore e del caso di Marivaux, sul noto palco fiorentino dal 24 al 29 aprile. Per la regia di Piero Maccarinelli, le assi del palcoscenico saranno calcate da una formidabile squadra di attori impegnati in teatro, cinema e tv: Paolo Briguglia (I cento passi, Basilicata coast to coast, Buongiorno, notte), Antonia Liskova (Tutti pazzi per amore), Francesco Montanari (attore per Albertazzi e il Libanese della serie tv Romanzo Criminale), Fabrizia Sacchi (attrice per Risi, Calopresti e Virzì), Emanuele Salce (attore per Scola e Avati) e Sandro Mabellini (che ha percorso le scene di Bertolucci).

Ma grandi nomi figurano anche tra coloro che risiedono nel backstage: costumi e scene portano infatti le firme di due eccellenze artistiche toscane di fama internazionale: il premio Oscar Gabriella Pescucci (La città delle donne, Il nome della rosa, C’era una volta in America) e il visual-artist Giacomo Costa. La prima ha realizzato “abiti allegri, che seguissero il divertimento del testo”, il secondo un fondale a light box digitale in progressione cromatica che riproduce un lungo viale “rubato” dal Giardino di Boboli.

A coronare il tutto ci pensano le musiche di Antonio Di Pofi e il disegno luci di Umile Vainieri.

“Tutte le caratteristiche di questa produzione corrispondono ad una linea progettuale futura che ha a che fare coi giovani e che nella scelta attoriale è fortemente connaturata col contemporaneo. Il nostro messaggio è: fare qualcosa di nuovo. E questo è solo l’inizio” ha detto il direttore generale Marco Giorgetti. Pur non potendo parlare ancora in modo definitivo di una neonata “Compagnia della Pergola”, c’è però tanta voglia di fare bene, anzi di osare. Se quindi per l’amore e il caso si può parlare di gioco, così non possiamo fare considerando le intenzioni che lo storico teatro fiorentino ha per il suo futuro produttivo.

“Anni fa ho messo in scena Roland Barthes (Frammenti di un discorso amoroso). Da allora desideravo affrontare la squisita tessitura drammaturgica di Marivaux. Ciò che sorprende è il ritmo del tempo, le improvvise accelerazioni, le vertigini del vuoto e dell’assenza che possono essere giocate dalle due coppie di innamorati”. Così si è pronunciato il regista Piero Maccarinelli, per il quale quest’opera di Marivaux, che nel 1730 inaugurò la Comédie Italienne a Parigi con 15 applauditissime repliche, è stato un vero e proprio colpo di fulmine. E continua: “Questo testo è scevro da ogni psicologia e crea un gioco strutturale pulitissimo. Si può dire che siamo di fronte a teatro allo stato puro”. Un testo trattato e adattato con cura da Giuseppe Manfridi col fine di farne risaltare “tutta la sua inattuale contemporaneità”.

Inoltre, sintomo di una realtà teatrale al passo coi tempi, per la prima volta Twitter racconterà il Teatro della Pergola. Infatti il CorriereFiorentino.it seguirà in diretta la prima nazionale di martedì 24 aprile con news e commenti in 140 caratteri.

Insomma, il Teatro della Pergola dà così inizio alla sua attività produttiva con una classica “commedia degli equivoci” fresca e briosa, essenziale e colorata, fatta d’emozione e di risate a cavallo tra il Settecento e il Duemila.

Leggilo anche su www.cinemonitor.it

Vuoi vedere alcune foto di scena o della conferenza stampa? Clicca QUI


Giorgio Diritti, in arrivo il nuovo film

6 marzo 2012

Sono quasi terminate le riprese del nuovo film di Giorgio Diritti, dal titolo provvisorio Vanità (ma c’è chi dice pure Vanità delle vanità). Ed io non vedo l’ora che esca in sala!

Su soggetto dello stesso Diritti e di Fredo Valla, il film, girato per 11 settimane in Amazzonia e 2 settimane in Trentino, vede tra gli interpreti Jasmine Trinca.

Della trama sappiamo che la protagonista è Augusta, donna poco più che 30enne, che si reca in  Amazzonia per reagire ad alcune vicende personali particolarmente dolorose. Affianca una suora amica della madre nel lavoro con le comunità indigene, ma poi se ne distacca nel desiderio di un’esperienza che risponda in modo semplice al suo bisogno di ritrovare un senso della vita. Dal contatto con la natura selvaggia della Foresta Amazzonica e dall’incontro con le piccole comunità indios che vivono sulle rive del fiume, Augusta cercherà una riconciliazione con se stessa, con il mondo e con Dio.

Una pellicola dal forte sapore esistenziale, spirituale, poetico. Sembra una sorta di Into the Wild all’italiana, di sicura emozione. Vidi i suoi precedenti, Il vento fa il suo giro e L’uomo che verrà, senza grosse pretese e ne rimasi folgorato, abbagliato, entusiasta. E’ senza dubbio uno dei migliori registi italiani degli anni Duemila. Mi aspetto quindi un nuovo grandissimo film!

Rileggetevi cosa scrissi su L’uomo che verrà.


Morto Erland Josephson, l’attore preferito di Bergman

28 febbraio 2012

Erland Josephson è morto a Stoccolma, all’età di 88 anni. L’attore scedese era l’interprete preferito di Ingmar Bergman, nonchè suo alter ego umano e artistico e veicolo di tutto il suo pensiero cinematografico. Josephson soffriva da tempo di Parkinson e la notizia della sua scomparsa è stata annunciata dal Teatro Drammatico Reale della capitale svedese, di cui era stato direttore dal 1966 al 1975, succedendo proprio a Bergman… continua a leggere il post su www.cinemaerrante.it cliccando QUI


“Leonardo Live”: quando il cinema è Cultura…

15 febbraio 2012

Giovedì 16 febbraio, ore 20.00, c’è un solo impegno da segnare sulla nostra agenda: “Leonardo Live”.

Per i miei concittadini di Firenze l’appuntamento è presso il cinema Portico di Firenze (in via Capo di Mondo, zona Campo di Marte).

Cos’è “Leonardo Live”? In collegamento via satellite HD dalla National Gallery di Londra, si potrà assistere alla visita guidata cinematografica della straordinaria ed epocale mostra “Leonardo da Vinci: pittore alla corte di Milano”.

Un evento più unico che raro, imperdibile, pionieristico. Perché? Vi do due motivi per i quali partecipare è un must:

-          La mostra londinese è sold out, quindi non c’è modo alcuno di poterla vedere di persona! Ma chi non vorrebbe vedere con i propri occhi quella che The Telegraph ha definito “La più grande mostra del secolo”? E qui ci viene incontro il cinema! Il cinema come “protesi” per poterci gustare un’autentica meraviglia!

-          Cinema e arte vanno a braccetto come non mai! Ecco quindi una forma di settima arte che non è solo intrattenimento, ma Cultura nel senso più alto del termine!

 

Per i fiorentini: maggiori info QUI

Per tutti: maggiori info (tutti i cinema italiani interessati dall’evento) QUI

 

Ed ecco un paio di video per stuzzicarvi l’appetito cinematografico…

 


Angelina Jolie strega cattiva in Maleficent

13 febbraio 2012

Angelina Jolie reciterà in Maleficent, pellicola della Disney Pictures dedicata alla strega cattiva dello storico cartone animato La bella addormentata nel bosco (1959). Lo ha detto l’attrice stessa al Festival di Berlino, presentando alla stampa il suo film da regista In the Land of Blood and Honey… continua a leggerlo su www.cinemaerrante.it cliccando QUI


Doodle google dedicato all’80esimo della nascita di Francois Truffaut

6 febbraio 2012

Il doodle Google di oggi, 6 febbraio 2012, è dedicato a Francois Truffaut. Ricorre infatti l’80esimo della nascita del grande regista francese. Un blog  di critica cinematografica come questo non poteva non rendere omaggio ad uno dei più grandi artisti del Novecento e storico critico dei Cahiers du Cinema.

Il logo del noto motore di ricerca ricorda il finale del suo primo lungometraggio, I 400 colpi (1959).

Non lo ricordate? Rinfrescatevi la memoria con questo video:

Ma vorrei ricordarlo anche con una delle più grandi opere che il (suo) cinema ha girato sul cinema stesso: Effetto notte, del 1973. Ecco il pezzo che scrissi in tempi ormai remoti: clicca QUI.


Sundance 2012, i vincitori

30 gennaio 2012

Sono stati consegnati i premi dell’edizione 2012 del Sundance Film Festival, la kermesse più prestigiosa per quanto riguarda il cinema indipendente americano ed internazionale. Prima di scendere nel particolare di alcuni premi, ricordiamo che nei dieci giorni di festival (19-29 gennaio, Park City, Utah) sono stati presentati 117 lungometraggi, film di vario genere provenienti da 30 Paesi diversi e 45 pellicole di registi esordienti. E ancora: 24 i film in concorso, 64 le prime assolute, così come 64 sono stati i cortometraggi presentati. “Il livello mostrato nelle varie sezioni del festival è stato impressionante” ha dichiarato il direttore John Cooper. Ma zoomiamo sui vincitori… continua a leggerlo su www.cinemaerrante.it cliccando QUI


Steven Spielberg dirigerà un kolossal su Mosè

28 gennaio 2012

Steven Spielberg e la Warner Bros sembrano aver raggiunto un accordo in merito al coinvolgimento del regista di War Horse (nelle sale italiane dal 17 febbraio) per la realizzazione di Gods and Kings, kolossal sulla figura biblica di Mosè. Ma non sarà una fotocopia de I dieci comandamenti di Cecil B. DeMille del 1956. Ma una versione bizzarra, sui generis, sicuramente epica, ma anche molto cruda e realistica… continua a leggerlo su www.cinemaerrante.it cliccando QUI


Nanni Moretti presidente di giuria a Cannes 2012! L’apice di una grande carriera!

20 gennaio 2012

“Habemus Nannium!” avranno esclamato i francesi. O forse è più probabile che le loro candide labbra abbiamo intonato, magari a ritmo della Marsigliese, un “Nous avons Nannì”. L’accento è d’obbligo, non lo negano a nessuno, figuriamoci all’amatissimo Moretti. Fatto sta che il regista di Caro diario sarà il presidente di giuria della prossima edizione, la 65esima, del Festival di Cannes (dal 16 al 27 maggio 2012). Una news che mi rende felicissimo!!

E’ la ciliegina sulla torta, considerando che Moretti è un abituè di Cannes. E’ stato membro della giuria nel 1997, durante il cinquantenario della rassegna. Poi sono 6 i film da lui presentati al festival e l’ultimo è Habemus Papam, che i Cahiers du Cinema, ma anche questo blog (qui la Top 10 2011), hanno eletto come miglior film dell’anno 2011. Ma a Cannes ha presentato anche i chiacchieratissimi e splendidi Il Caimano e La stanza del figlio, che nel 2001 vinse la Palma d’Oro.

“E’ una gioia, un onore e una grande responsabilità presiedere la giuria del festival cinematografico più prestigioso del mondo e che si svolge in un paese che ha sempre avuto nei confronti del cinema attenzione e rispetto” ha detto Moretti accettando l’invito, giustificato dal comitato francese così: “Cannes ha avuto tre presidenti americani in quattro anni e quindi ben venga il ritorno di un europeo”. Ma diciamocela con franchezza: i francesi sono innamorati, infatuati, drogati del Nanni nazionale! Punto e basta. Ed è un motivo sufficiente per farlo presidente. Speriamo non più autarchico come diceva di essere nel 1976.

Per l’occasione, rilancio l’intervista che gli ho fatto la scorsa estate:


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