Nanni Moretti: “Tutti parlate di cinema…”

17 maggio 2012

In omaggio al grande Nanni Moretti che da ieri è il Presidente di Giuria della 65esima edizione del Festival di Cannes. Da Sogni d’oro (correva l’anno 1981), la storica scena in cui si lamenta del fatto che tutti (s)parlano di cinema. Uno spezzone con una buona dose di sana auto-ironia (che non fa mai male!) rivolto anche a tutti i critici veri (?) o presunti, seri, semi-seri o parolai, blogger o giornalisti…


I post più letti: gennaio-marzo 2012

10 aprile 2012

Cari amici, ho deciso di inaugurare questa nuova piccola rubrica trimestrale nella quale, all’interno di un unico post, segnalo e ripropongo quali sono stati i post più letti e interessanti in un determinato arco di tempo.

Ecco, in ordine sparso, i migliori post del trimestre gennaio-febbraio-marzo 2012:

 Distribuzione Indipendente, il cinema è on demand su Own Air

 “J.Edgar”: il passo falso di Clint

Nanni Moretti presidente di giuria a Cannes 2012! L’apice di una grande carriera!

“Hunger”: sinfonia per i cinque sensi

Videorecensione del film “The Help”

Scoop esclusivo! Il vero Gatto con gli stivali pizzicato in relax…

“17 ragazze” vietato agli under 14. Della censura e dell’ipocrisia…

“Quasi amici”, qualcosa di più di una semplice commedia

 “17 ragazze”: l’utero è mio e lo gestisco io


Nanni Moretti presidente di giuria a Cannes 2012! L’apice di una grande carriera!

20 gennaio 2012

“Habemus Nannium!” avranno esclamato i francesi. O forse è più probabile che le loro candide labbra abbiamo intonato, magari a ritmo della Marsigliese, un “Nous avons Nannì”. L’accento è d’obbligo, non lo negano a nessuno, figuriamoci all’amatissimo Moretti. Fatto sta che il regista di Caro diario sarà il presidente di giuria della prossima edizione, la 65esima, del Festival di Cannes (dal 16 al 27 maggio 2012). Una news che mi rende felicissimo!!

E’ la ciliegina sulla torta, considerando che Moretti è un abituè di Cannes. E’ stato membro della giuria nel 1997, durante il cinquantenario della rassegna. Poi sono 6 i film da lui presentati al festival e l’ultimo è Habemus Papam, che i Cahiers du Cinema, ma anche questo blog (qui la Top 10 2011), hanno eletto come miglior film dell’anno 2011. Ma a Cannes ha presentato anche i chiacchieratissimi e splendidi Il Caimano e La stanza del figlio, che nel 2001 vinse la Palma d’Oro.

“E’ una gioia, un onore e una grande responsabilità presiedere la giuria del festival cinematografico più prestigioso del mondo e che si svolge in un paese che ha sempre avuto nei confronti del cinema attenzione e rispetto” ha detto Moretti accettando l’invito, giustificato dal comitato francese così: “Cannes ha avuto tre presidenti americani in quattro anni e quindi ben venga il ritorno di un europeo”. Ma diciamocela con franchezza: i francesi sono innamorati, infatuati, drogati del Nanni nazionale! Punto e basta. Ed è un motivo sufficiente per farlo presidente. Speriamo non più autarchico come diceva di essere nel 1976.

Per l’occasione, rilancio l’intervista che gli ho fatto la scorsa estate:


Esclusivo! Video intervista a NANNI MORETTI !!

3 luglio 2011

Nuntio vobis gaudium magnum, habemus Nanni! E’ stata dura ma sono riuscito ad intervistare Nanni Moretti, giunto a Firenze per presentare il suo ultimo film, Habemus Papam, e una rassegna di film distribuiti dalla sua Sacher. Dopo una lunga attesa, una gran sudata, un martellante pedinamento, Moretti ha ceduto alla mia “insistenza” e ci ha rilasciato questa intervista. Ci racconta di come è stato lavorare con Michel Piccoli, del suo rapporto con la psico-analisi e del suo posto all’interno del cinema italiano. Ma anche del lavoro che avrebbe fatto se non faceva il regista, di progetti futuri e un commento sulla politica di oggi. Buona visione!!


Cannes 2011: Malick, Dardenne e Dujardin fanno fuori Moretti e Sorrentino

23 maggio 2011

Non Habemus Nanni e This must not be the place per vincere un bel premio. Fumata nera, insomma. Moretti e Sorrentino sono stati ignorati nella serata finale del Festival di Cannes 2011. Con un pizzico di sopresa, oggettivamente. Perché la critica e il pubblico avevano accolto molto bene le due opere italiane in concorso. Forse addirittura Sorrentino con più fervore di Moretti, veterano del festival dei cugini francesi.

Insomma, si torna a casa a mani vuote e a becco asciutto.

Questi quindi i premi assegnati:

Palma d’Oro al miglior film: The tree of life di Terrence Malick (un film che si potrà amare o odiare, ma certamente da vedere!)

Gran Premio della Giuria: ex aequo tra Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne e Once upon a time in Anatolia di Nuri Bilge Ceylan

Miglior attrice: Kirsten Dunst per Melancholia

Miglior attore: Jean Dujardin per The Artist (ha fatto fuori i quotatissimi Sean Penn e Michel Piccoli!)

Miglior regista: Nicolas Winding Refn per Drive

Miglior sceneggiatura: Joseph Cedar per Hearat Shulayim

Camera d’Or: Las Acacias di Pablo Giorgelli

Cosa ne pensate? Delusi per le esclusioni degli italiani? E il domandone: andrete a vedere il film di Malick???


Habemus Papam: la sconcertante bellezza dell’umano troppo umano

22 aprile 2011

Il solenne silenzio del conclave è rotto dal ticchettare secco e inquieto delle penne sui tavoli lignei. Poi si alza il brontolio delle preghiere dei cardinali: “Signore, non io, ti prego! Non sono in grado, non sono all’altezza!”. Habemus Papam è la messinscena dell’umano troppo umano che alberga nel sacro e nel divino, nell’insostenibile pesantezza dell’essere Santo Padre. Papa Melville incarna i timori di un manipolo di porporati/nonnetti che si scopiazzano come alunni di quarta elementare, si drogano di medicine forti e introvabili, litigano a scopone scientifico. Nell’autarchica filmografia morettiana, è un inaspettato film corale, dal quale non sono esclusi i due protagonisti.

Muovendosi in un continuo e palese gioco tra Vita e Teatro, Michel Piccoli entra dal fondo come magistrale primo-attore che, poco presente in (Santa) sede, non surclassa i confratelli. Voce fioca e vissuta, versatilità facciale da mimo d’altri tempi, occhio stanco e lucido da triglia, sorriso contenuto ed esagerato, ebete e paterno. Una prova monumentale, da domenica delle palme (di Cannes), paragonabile, in intensità, a quella ottenuta in Ritorno a casa di Manoel De Oliveira.

Poi irrompe il pavone, spelacchiato e argentato nella barbetta, che si compiace della propria bravura e si auto-incensa divertito: un Moretti parodia di se stesso. Ma si fa da parte e argina il suo istrionico egocentrismo concentrandolo in sguardi luciferini e una lingua biforcata che dispensa battutacce, satira ingenua e non sacrilega. Non inoffensiva (verso lo spettatore), ma neppure offensiva (verso la Chiesa). E nel nome della coralità, come in una rimpatriata di fine secolo, ecco tutti i suoi must, dogmi, ormai cliché: la canzone di gusto latino-americano (l’avvolgente Todo Cambia di Mercedes Sosa), il gioco di squadra con la palla (come nell’intero Palombella rossa e la partita di calcio in La messa è finita), gli interni in utilitaria (stavolta privi dell’usurata cantatina da famigliola Barilla).

Pur con alcune smagliature di sceneggiatura, Moretti, come Cechov (il cui Il gabbiano è saputo a memoria da Melville), getta uno sguardo limpido, crudele e tragicomico sulla fragile condizione umana. Oscilla tra piacere (il gioco) e dovere (il pontificato) con fluidità eterea, permeando tutto d’ipnotico magnetismo, sinistra ironia, azione immobile, suspense che tiene in estasi. Un’opera bizzarra e carica di pietas anche grazie alla puntuale ed ispirata colonna sonora di Franco Piersanti, che fonde toni draculeschi con melodie alla “Pierino e il lupo”. Una pellicola da devota genuflessione e applauso scrosciante, se questo non venisse stroncato sul nascere dal ruvido, spiazzante, inevitabile finale. Tende rosse al vento come il sipario di un palcoscenico desolatamente vuoto. Più che habemus papam, ecce homo.


Habemus Nannium Morettium!!

28 marzo 2011

15 aprile 2011. No, non è una nuova data Maya per la fine del mondo. Ma quasi. O forse peggio. E’ la data di uscita di Habemus Papam, il nuovo film di Nanni Moretti. L’autarchico per eccellenza del cinema italiano torna in sala con una “commedia dolorosa” (come lui l’ha definita): il nuovo Pontefice eletto (Michel Piccoli) non se la sente di essere il pastore della cristianità e il Vaticano chiama uno psichiatra (Nanni Moretti) per curarlo. Il regista di Caro diario veste nuovamente i panni di uno psichiatra dopo la performance ne La stanza del figlio e si addentra ancora una volta, dopo La messa è finita, nel mondo della religione.

Un film che si annuncia come misterioso, carico di quella indefinita ambiguità che avvolgeva Il caimano, un film a suo modo geniale sull’umano troppo umano del divino. Un film certamente da non perdere!!!

Gustiamoci il trailer:


Un po’ di sana auto-ironia…

15 dicembre 2010

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