Nanni Moretti presidente di giuria a Cannes 2012! L’apice di una grande carriera!

20 gennaio 2012

“Habemus Nannium!” avranno esclamato i francesi. O forse è più probabile che le loro candide labbra abbiamo intonato, magari a ritmo della Marsigliese, un “Nous avons Nannì”. L’accento è d’obbligo, non lo negano a nessuno, figuriamoci all’amatissimo Moretti. Fatto sta che il regista di Caro diario sarà il presidente di giuria della prossima edizione, la 65esima, del Festival di Cannes (dal 16 al 27 maggio 2012). Una news che mi rende felicissimo!!

E’ la ciliegina sulla torta, considerando che Moretti è un abituè di Cannes. E’ stato membro della giuria nel 1997, durante il cinquantenario della rassegna. Poi sono 6 i film da lui presentati al festival e l’ultimo è Habemus Papam, che i Cahiers du Cinema, ma anche questo blog (qui la Top 10 2011), hanno eletto come miglior film dell’anno 2011. Ma a Cannes ha presentato anche i chiacchieratissimi e splendidi Il Caimano e La stanza del figlio, che nel 2001 vinse la Palma d’Oro.

“E’ una gioia, un onore e una grande responsabilità presiedere la giuria del festival cinematografico più prestigioso del mondo e che si svolge in un paese che ha sempre avuto nei confronti del cinema attenzione e rispetto” ha detto Moretti accettando l’invito, giustificato dal comitato francese così: “Cannes ha avuto tre presidenti americani in quattro anni e quindi ben venga il ritorno di un europeo”. Ma diciamocela con franchezza: i francesi sono innamorati, infatuati, drogati del Nanni nazionale! Punto e basta. Ed è un motivo sufficiente per farlo presidente. Speriamo non più autarchico come diceva di essere nel 1976.

Per l’occasione, rilancio l’intervista che gli ho fatto la scorsa estate:


Cinecittà si mostra: la magia del cinema made in Italy

30 luglio 2011

Lo scorso 3 giugno 2011 sono stato a vedere Cinecittà. Nella patria del cinema italiano è stata infatti allestita una mostra che spazia da sculture a costumi, da fotografie a set. Diciamo subito che Cinecittà è Cinecittà, quindi cela un’evidente magia di fondo. Per chi ama il cinema è un po’ come andare a Disneyland! Detto questo la mostra in sé non è nulla di così strabiliante. O meglio, vanno fatte delle distinzioni. La zona riservata ai “protagonisti” è scarsa, insipida, affidata solo ad alcune foto e a qualche video che non stupisce. La parte bella, curiosa, assai interessante è quella dei costumi e dei set. Ecco un po’ di foto (cliccateci sopra per vederle più grandi).

Addentriamoci nella “zona costumi”. Senza alcun dubbio una delle più affascinanti. Vengono i brividi a pensare che in Italia abbiamo e abbiamo avuto artigiani, sarti e costumisti così dannatamente bravi:

Costume di Marco Antonio (Richard Burton) per “Cleopatra” di Mankievicz

Costume di Caifa (Mattia Sbragia) per “The Passion” di Mel Gibson

Costume de “Il Marchese del Grillo” indossato da Alberto Sordi

Costume di Michel Piccoli per “Habemus Papam” di Nanni Moretti

Costumi di M.Mastroianni e G.Masina per “Ginger e Fred” di F.Fellini

Costumi di Donald Sutherland per “Il Casanova di Federico Fellini” e Anita Ekberg per “La dolce vita”

Passiamo ai set. Due quelli visitabili. Ecco le foto tratte dal set (ovviamente un po’ smontato e diroccato) dove Martin Scorsese ha girato “Gangs of New York” del 2002. E’ stranamente bello notare come dietro la facciata ci siano solo esili ma robuste impalcature (le scene in interno venivano quindi girate in altre sedi) e le “mura” siano fatte in gran parte di polistirolo (alcune a toccarle “si sbriciolavano”):

Ecco invece alcuni scatti realizzati su un set usato per girare una fiction televisiva ambientata nella Roma imperiale. E’ ganzo come a prima vista il realismo sia altissimo. Guardando una semplice foto sembra di trovarsi in mezzo a delle vere rovine antiche! Peccato che, se le tocchiamo, sentiamo che sono fatte di legno e rimbombano pure!

Io e mio fratello

Tutto vero-tutto finto. Come alcune spinotti elettrici azzerano la magia del cinema che “resuscita” i tempi antichi…


Esclusivo! Video intervista a NANNI MORETTI !!

3 luglio 2011

Nuntio vobis gaudium magnum, habemus Nanni! E’ stata dura ma sono riuscito ad intervistare Nanni Moretti, giunto a Firenze per presentare il suo ultimo film, Habemus Papam, e una rassegna di film distribuiti dalla sua Sacher. Dopo una lunga attesa, una gran sudata, un martellante pedinamento, Moretti ha ceduto alla mia “insistenza” e ci ha rilasciato questa intervista. Ci racconta di come è stato lavorare con Michel Piccoli, del suo rapporto con la psico-analisi e del suo posto all’interno del cinema italiano. Ma anche del lavoro che avrebbe fatto se non faceva il regista, di progetti futuri e un commento sulla politica di oggi. Buona visione!!


Che cinema che fa: “Pirati dei Caraibi 4” schiaccia “The Tree of Life”. Riflessione disincantata sui gusti del pubblico cinematografico e le sorti del cinema (in Italia)…

1 giugno 2011

Qualche sera fa un mio amico si è imbattuto in uno skatch a dir poco significativo sui gusti del pubblico cinematografico di oggi e in parte sul futuro del cinema (in Italia). In un pub conosce una ragazza, una morettina, ricciola, carina, spigliata. Dopo aver parlato del più e del meno, le racconta della sua passione per il cinema e lei confessa: “Anche a me piace molto andare al cinema”. Ottimo, siamo a cavallo, un punto in comune! E poi aggiunge: “Ad esempio, ora sono incerta se andare a vedere Thor in 3D o Fast and Furious 5”. Parole alle quali il mio amico impallidisce e suda freddo. Avrebbe voluto stracciarsi le vesti, ma il suo self control da gentleman glielo impedisce. Quando me lo ha raccontato mi sono sganasciato dalle risate. E ha concluso il racconto con un questa battuta tragicomica, dolceamara: “Beh… quanto meno Thor lo voleva vedere in 3D”. Grassa risata finale, applauso a scena aperta, stretta di mano. Un paio di giorni fa ho per curiosità guardato i dati del botteghino e mi è tristemente caduto il mondo addosso. Quella ragazza “era nel giusto”. Perché? Consideriamo i dati boxoffice aggiornati all’ultimo weekend 27-29 maggio:

1° posto – Pirati dei Caraibi 4 in 3D con 11.203.230 euro incassati in 2 settimane… un vero record!!

2° posto – Una notte da leoni 2 con 3.192.056 di euro incassati in una settimana.

3° posto – The Tree of Life con 1.108.453 euro in 2 settimane… ricordo che è “solamente” il vincitore di Cannes 2011…

4° posto – Fast and Furious 5 con 10.431.715 euro incassati in 4 settimane… vorrei far notare che è il quinto episodio della serie!!

5° posto – Red con 2.448.549 euro in 3 settimane.

6° posto – Mr. Beaver con 576.694 euro in 2 settimane.

7° posto – Beastly con 1.332.552 in 3 settimane.

8° posto – Il ragazzo con la bicicletta con 246.626 euro in 2 settimane (vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes…)

9° posto – Habemus Papam con 5.519.752 di euro in 7 settimane

10° posto – Thor in 3D con 7.409.735 euro incassati in 5 settimane… avrà stupito anche il dio Odino!

Più rileggo questi dati, più ho i brividi… Perché, vi starete chiedendo? Perché i generi action/fantasy/cazzata (quindi per definizione non proprio legati alla realtà, intesa come “quella cosa” che ci circonda ogni giorno) incassano mooolto di più dei film calati nel reale, quelli che potremmo definire “cinema” in senso stretto, nel significato che ha sin dai suoi esordi (penso ai Lumiere, ma anche al Neorealismo o alla Nouvelle Vague).

Sono dati (raccapriccianti) che dimostrano come non siamo ancora stanchi dell’ennesimo episodio di una saga (Pirati dei Caraibi e Fast and Furious) che è sempre uguale a se stessa o di un hero che neppure amiamo così tanto, siamo sinceri (Thor non è né Batman né Spider Man né gli X-Men!!!).

Cioè, Fast and Furious, muscoli e motori roboanti senza cervello, ha incassato quasi il doppio di Habemus Papam nella quasi metà del tempo!! Al film di Moretti possiamo dire tutto tranne che ha avuto poca pubblicità. E’ stato pure al festival di Cannes! E’ senza dubbio un capolavoro ed è di uno dei registi italiani più noti a livello internazionale! Eppure è stato superato abbondantemente anche dalla combriccola di Jack Sparrow e dal bozzone armato di martello volante…

Esce poi con un occhio nero anche il vincitore della Palma d’Oro, The Tree of Life. Premesso che (come avete letto) a me non ha convinto e che Malick o lo si ama o lo si odia, stiamo pur sempre parlando di uno dei film più attesi dell’anno e di uno dei registi che più se la tirano al mondo!

Insomma, alla stragrande maggioranza del pubblico italiano piacciono ancora le “americanate” e invece si evita il film impegnato. Letto da un altro punto di vista, questo significa che si preferisce il cinema di svago, light, di mondi lontani e inesistenti . Si ama sedersi sulla poltroncina come sulle montagne russe di uno spettacolare luna park. Divertirsi, galvanizzarsi, svagarsi. Punto e basta. Il cinema che racconta storie del quotidiano, quello che fa riflettere, meditare, venire il magone allo stomaco, beh… quello non piace più. Insomma, i fratelli Dardenne dovrebbero cambiare lavoro, darsi all’ippica. Questo cinema piace solo ad un’esigua minoranza, che, diciamolo con chiarezza, va anche a vedere Machete e Star Wars. Ma a tutto c’è un limite…

Siamo dunque di fronte ad un boxoffice esemplare, che ci fa riflettere anche sulle sorti del cinema italiano, che, non essendo pratico del fantasy/action, andrà in rovina di questo passo, così legato com’è a quel cinema intimista e domestico, di genere mirato e raffinato, che (quasi) nessuno pare guardare più. Altro che dire “la gente e i giovani non vanno più al cinema”. Tutt’altro, al cinema si va… dipende a vedere cosa… questo è il problema…

E voi come leggete questa situazione? Che generi preferite? Da che parte vi schierate?


Cannes 2011: Malick, Dardenne e Dujardin fanno fuori Moretti e Sorrentino

23 maggio 2011

Non Habemus Nanni e This must not be the place per vincere un bel premio. Fumata nera, insomma. Moretti e Sorrentino sono stati ignorati nella serata finale del Festival di Cannes 2011. Con un pizzico di sopresa, oggettivamente. Perché la critica e il pubblico avevano accolto molto bene le due opere italiane in concorso. Forse addirittura Sorrentino con più fervore di Moretti, veterano del festival dei cugini francesi.

Insomma, si torna a casa a mani vuote e a becco asciutto.

Questi quindi i premi assegnati:

Palma d’Oro al miglior film: The tree of life di Terrence Malick (un film che si potrà amare o odiare, ma certamente da vedere!)

Gran Premio della Giuria: ex aequo tra Il ragazzo con la bicicletta dei fratelli Dardenne e Once upon a time in Anatolia di Nuri Bilge Ceylan

Miglior attrice: Kirsten Dunst per Melancholia

Miglior attore: Jean Dujardin per The Artist (ha fatto fuori i quotatissimi Sean Penn e Michel Piccoli!)

Miglior regista: Nicolas Winding Refn per Drive

Miglior sceneggiatura: Joseph Cedar per Hearat Shulayim

Camera d’Or: Las Acacias di Pablo Giorgelli

Cosa ne pensate? Delusi per le esclusioni degli italiani? E il domandone: andrete a vedere il film di Malick???


Habemus Papam: la sconcertante bellezza dell’umano troppo umano

22 aprile 2011

Il solenne silenzio del conclave è rotto dal ticchettare secco e inquieto delle penne sui tavoli lignei. Poi si alza il brontolio delle preghiere dei cardinali: “Signore, non io, ti prego! Non sono in grado, non sono all’altezza!”. Habemus Papam è la messinscena dell’umano troppo umano che alberga nel sacro e nel divino, nell’insostenibile pesantezza dell’essere Santo Padre. Papa Melville incarna i timori di un manipolo di porporati/nonnetti che si scopiazzano come alunni di quarta elementare, si drogano di medicine forti e introvabili, litigano a scopone scientifico. Nell’autarchica filmografia morettiana, è un inaspettato film corale, dal quale non sono esclusi i due protagonisti.

Muovendosi in un continuo e palese gioco tra Vita e Teatro, Michel Piccoli entra dal fondo come magistrale primo-attore che, poco presente in (Santa) sede, non surclassa i confratelli. Voce fioca e vissuta, versatilità facciale da mimo d’altri tempi, occhio stanco e lucido da triglia, sorriso contenuto ed esagerato, ebete e paterno. Una prova monumentale, da domenica delle palme (di Cannes), paragonabile, in intensità, a quella ottenuta in Ritorno a casa di Manoel De Oliveira.

Poi irrompe il pavone, spelacchiato e argentato nella barbetta, che si compiace della propria bravura e si auto-incensa divertito: un Moretti parodia di se stesso. Ma si fa da parte e argina il suo istrionico egocentrismo concentrandolo in sguardi luciferini e una lingua biforcata che dispensa battutacce, satira ingenua e non sacrilega. Non inoffensiva (verso lo spettatore), ma neppure offensiva (verso la Chiesa). E nel nome della coralità, come in una rimpatriata di fine secolo, ecco tutti i suoi must, dogmi, ormai cliché: la canzone di gusto latino-americano (l’avvolgente Todo Cambia di Mercedes Sosa), il gioco di squadra con la palla (come nell’intero Palombella rossa e la partita di calcio in La messa è finita), gli interni in utilitaria (stavolta privi dell’usurata cantatina da famigliola Barilla).

Pur con alcune smagliature di sceneggiatura, Moretti, come Cechov (il cui Il gabbiano è saputo a memoria da Melville), getta uno sguardo limpido, crudele e tragicomico sulla fragile condizione umana. Oscilla tra piacere (il gioco) e dovere (il pontificato) con fluidità eterea, permeando tutto d’ipnotico magnetismo, sinistra ironia, azione immobile, suspense che tiene in estasi. Un’opera bizzarra e carica di pietas anche grazie alla puntuale ed ispirata colonna sonora di Franco Piersanti, che fonde toni draculeschi con melodie alla “Pierino e il lupo”. Una pellicola da devota genuflessione e applauso scrosciante, se questo non venisse stroncato sul nascere dal ruvido, spiazzante, inevitabile finale. Tende rosse al vento come il sipario di un palcoscenico desolatamente vuoto. Più che habemus papam, ecce homo.


Habemus Nannium Morettium!!

28 marzo 2011

15 aprile 2011. No, non è una nuova data Maya per la fine del mondo. Ma quasi. O forse peggio. E’ la data di uscita di Habemus Papam, il nuovo film di Nanni Moretti. L’autarchico per eccellenza del cinema italiano torna in sala con una “commedia dolorosa” (come lui l’ha definita): il nuovo Pontefice eletto (Michel Piccoli) non se la sente di essere il pastore della cristianità e il Vaticano chiama uno psichiatra (Nanni Moretti) per curarlo. Il regista di Caro diario veste nuovamente i panni di uno psichiatra dopo la performance ne La stanza del figlio e si addentra ancora una volta, dopo La messa è finita, nel mondo della religione.

Un film che si annuncia come misterioso, carico di quella indefinita ambiguità che avvolgeva Il caimano, un film a suo modo geniale sull’umano troppo umano del divino. Un film certamente da non perdere!!!

Gustiamoci il trailer:


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