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“Paradiso amaro”: la recensione

The Descendants di Alexander Payne, con George Clooney, era senza dubbio attesissimo al 29esimo Torino Film Festival. Stiamo parlando del director di About Schmidt (che valse a Jack Nicholson la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista) e Sideways (Oscar come miglior sceneggiatura non originale). In questo caso il divo eletto è George Clooney e il plot è tratto dal romanzo “Eredi di un mondo sbagliato” di Kaui Hart Hemmings. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. The Descendants è una ciambella senza buco, un bombolone sodo, un passo falso… continua a leggerlo su http://www.cinemaerrante.it cliccando QUI

Golden Globes 2012: onore a “The Artist”, sdegno per “The Descendants”

I Golden Globes 2012 sono stati consegnati. Con l’inevitabile contorno di premi prevedibili (e in parte immeritati) e rare sorprese (senza dubbio meritate). A dominare sono The Artist e The Descendants, che ora se la giocheranno anche sul campo degli Oscar. Ma vediamo nel dettaglio, e con qualche commentino “a lato”, i premi consegnati, vincitori e vinti.

Miglior Film Drammatico: The Descendants – Paradiso Amaro (ri-leggi la mia recensione)
Miglior attore drammatico: George Clooney per The Descendants
Il commento è unico per entrambi i premi: sono sdegnato! Ho visto il film al 29TFF è l’ho trovato davvero mediocre, algido, gracilino, retorico, così come la prova di Mister Fastweb è ingessata, forzata, faticosa, a tratti ridicola. Il film sarà nelle sale italiane da metà febbraio… così potrete poi dirmi la vostra. Premi annunciati? Sì, certamente. Ma un po’ d’amaro rimane non in paradiso, ma in bocca, considerando che tra i film in nomination c’erano anche Moneyball, Le Idi di Marzo e War Horse, mentre tra gli attori Michael Fassbender (per Shame) e Ryan Gosling (per Le Idi di Marzo).

Miglior attrice drammatica: Meryl Streep per The Iron Lady. La signora di Madison County è riuscita a sbaragliare delle validissime concorrenti come Tilda Swinton per E ora parliamo di Kevin, ma soprattutto l’acclamata Gleen Close per la performance “en travesti” in Albert Nobbs. Applausi.

Miglior film comico/musical: The Artist (ri-leggi la mia recensione)
Miglior attore comico/musical: Jean Dujardin per The Artist
Il commento è unico anche in questo caso: lode, onore e gloria a Michel Hazanavicius. Premio stra-meritato, uno scroscio d’applausi da parte del sottoscritto. Non aveva concorrenti all’altezza, anche se, per il miglior attore, una mezza lacrimuccia scende per la prova di Joseph Gordon-Levitt, candidato per 50/50. Ma quella di Dujardin è la prova della vita e la statuetta poteva portare solo il suo nome. The Artist ha inoltre vinto il premio come Miglior colonna sonora… anche questa super-meritato!

Miglior attrice comico/musical: Michelle Williams per My Week With Marylin. Ne è passata d’acqua sotto i ponti di Dawson’s Creek

Miglior regista: Martin Scorsese per Hugo Cabret. Il grande vecchio from New York ha ancora molto da insegnare e sperimentare… lunga vita a Martin!

Miglior attrice non protagonista: Octavia Spencer per The Help (nelle sale italiane dal 20 gennaio 2012)
Miglior attore non protagonista: Christopher Plummer per Beginners
Due film certamente da vedere…

Miglior sceneggiatura: Woody Allen per Midnight in Paris. Una statuetta meritata per una sceneggiatura notevolissima. Speriamo che serva come sprone a Woody per continuare su questa via brillante, briosa, vitale…

Miglior film straniero: Una separazione di Asghar Farhadi. Un grandissimo film, che sconvolge ed emoziona. Lotterà con le unghie e con i denti per aggiudicarsi anche l’Oscar…

Miglior film animato: Le Avventure di Tintin: il Segreto dell’Unicorno di Steven Spielberg.

Adesso cresce l’attesa per la notte degli Oscar, che andrà in scena il 26 febbraio. Ma prima c’è una domanda ben più importante: e voi come la pensate? Concordate con i premi assegnati e i miei giudizi??

“The Monuments Men”, il nuovo film di George Clooney

The Monuments Men. Questo il titolo del prossimo film che George Clooney farà suo nella triplice veste di regista, sceneggiatore e attore. Tratto dall’omonimo romanzo di Robert M. Edsel, racconta la storia di un gruppo di esperti d’arte scelti dal governo statunitense per scovare e recuperare opere  trafugate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale… continua a leggerlo su http://www.cinemaerrante.it cliccando QUI

TFF 2011 – The Descendants: la recensione

The Descendants di Alexander Payne, con George Clooney, era senza dubbio attesissimo al 29esimo Torino Film Festival. Stiamo parlando del director di About Schmidt (che valse a Jack Nicholson la nomination all’Oscar come miglior attore protagonista) e Sideways (Oscar come miglior sceneggiatura non originale). In questo caso il divo eletto è George Clooney e il plot è tratto dal romanzo “Eredi di un mondo sbagliato” di Kaui Hart Hemmings. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. The Descendants è una ciambella senza buco, un bombolone sodo, un passo falso… continua a leggerlo su http://www.cinemaerrante.it cliccando QUI

#1 – Venezia 68: George Clooney, Ides of March, Kossakovskij e… un pensiero fugace

The Ides of March: Eh bravo George! Sì, perchè dietro la macchina da presa conferma di saperci fare. Un buon film politico, ben scritto, denso di battute fulminanti che strappano risate. La sceneggiatura è il dolcificante che fa mandar giù lunghi campo-controcampo a tavolini in controluce. Al genere politico aggiunge uno schietto realismo privo di quel piglio da thriller che ci si aspetta sedendosi sulla poltroncina. La prova del cast artistico è pregevole: George Clooney si trova (come sempre) a suo agio nel fare lo splendido (mancano solo le solite cialde del caffè nella borsetta!); Ryan Gosling ha talento da vendere; Philip Seymour Hoffmann (sempre più panzone) è straordinariamente convincente, proprio come Marisa Tomei, che con piacere vediamo nei panni di un’occhialuta e semi-bruttoccia giornalista, lontano anni luce dai nudi mostrati in Onora il padre e la madre e The Wrestler.

Vivan las Antipodas: Il mondo gira, si capovolge e Kossakovskij ci conduce ad esplorare Argentina e China, Cile e Russia, Hawaii e Botswana, Nuova Zelanda e Spagna. Località agli antipodi del globo terreste, ovvero diametralmente opposte. Gran bella idea, supportata da una fotografia impareggiabile, da cartolina, da picture scaricata da Google. Di contorno qualche bella frasina/sentenza/metafora da finto documentario alla Herzog scritta nella propria stanzetta. Da non dimenticare una colonna sonora brillante, pizzicata, vagamente balcanica. Ma basta tutto ciò a fare un buon film? Un drammaturgo sosteneva che quando c’è attenzione le sedie in sala non scricchiolano. Ma questo spesso accade anche quando qualcuno di appisola.

Red Carpet di The Ides of March: fare le foto durante il tappeto rosso del film d’apertura è un vero suicidio, in particolare di fronte ad un cast del genere. E sarebbe da brevettare e promuovere la “foto di spalle” al divo. Una nuova forma d’arte. Considerando che attori e attrici guardano solo e soltanto verso le giganti macchine fotografiche dei giornalisti.

Stupore e disorientamento: stamani mi dirigevo al Pala Biennale e il mio sguardo si è fermato su una bambina con un casco rosa che montava in motorino con il nonno. Se ne stava impietrita guardando la coda e la ressa che si era formata di fronte alla Sala Darsena. Chissà cosa pensava: secondo me che siamo una marea di invasati…