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Onesto e Spietato su Twitter e Facebook: per un 2013 very social !!

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Buon annoooo!! Con l’avvento del 2013 è tempo di abbonamenti da siglare, buoni propositi da trasformare in realtà, nuovi impegni da prendere
(o vecchi da abbandonare), (in)sane abitudini da adottare…
Quindi perché non auto-regalarsi un “abbonamento” a Onesto e Spietato?
E’ facile, comodo e soprattutto gratis!!
La cosa migliore è diventare FOLLOWER su Twitter e FAN su Facebook!
Come fare?

Per diventare FOLLOWER su Twitter clicca su twitter.com/OnestoeSpietato (una volta entrato clicca su “segui”)
Per diventare FAN su Facebook clicca su www.facebook.com/onestoespietato
(una volta entrato clicca sul “mi piace” in alto)

Questi due link potete poi copi-incollarli sulle vostre bacheche facebook e twitter per diffondere il verbo di Onesto e Spietato. Così anche i vostri amici potranno “affiliarsi” al blog!
Inoltre in homepage trovate due enormi button che non lasciano scampo! :D

Volete 3 buoni motivi per “abbonarsi” a Onesto e Spietato su Twitter e Facebook?

1 – Potrete trovare osservazioni flash su film che ho appena finito di vedere o che ho intenzione di gustarmi al cinema o in homevideo. Ma anche consigli su film “da non perdere” trasmessi la sera in tv, sondaggi, foto, breaking news, video, ecc.

2 – Molti utenti preferiscono commentare i post direttamente sui social network e non sul blog. Così il dialogo virtuale è più composito, complesso, variegato, stimolante e divertente! Vi piacerà seguire i commenti dei fan su questo doppio binario!

3 – Spulciando tra fans e followers si possono conoscere nuove persone “del settore” accomunate dalla stessa passione oppure semplicemente scoprire quali tra i nostri amici già seguono il blog (e ciò vi invoglierà a seguirne le orme…). Perché un fan/follower tira l’altro!

Ma per abbonarsi c’è anche un’altra modalità fighissima: iscriversi al blog inserendo il proprio indirizzo email nel box apposito (sempre in homepage). Così riceverete sulla posta elettronica i post che pubblico! Probabilmente è il modo migliore per non perdere neppure una virgola di quello che esce su questo mio spazio web e massimo “indice di fedeltà” al blog! :D

Per non sbagliarsi questo è il box che trovate in homepage sulla sinistra:

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Invita i tuoi amici a fare lo stesso!
Ci aspetta un 2013 a tutto cinema onesto, spietato, very social! :D

Dal 4 ottobre film in uscita il giovedì. Cosa cambierà?

Sapevate che dal 4 ottobre i film usciranno al cinema di giovedì? Ebbene sì, s’anticipa di un giorno. Addio al venerdì! La novità è di non poco conto e le ripercussioni saranno forti per gli esercenti, i media, il pubblico, il business cinematografico in senso lato.

Ma cosa significa nel concreto uscire di giovedì e non più di venerdì?

In primis la “nuova” settimana cinematografica si chiuderà col mercoledì, che tutti sappiamo essere il giorno in cui si entra in sala pagando il biglietto ridotto a tutti gli spettacoli. Ne consegue che si darà nuovo splendore al giovedì, giornata da sempre considerata “morta” poiché stretta in mezzo al “giorno dello sconto” e quello della nuova uscita. Così, inoltre, si crea un “lungo weekend”, una sorta di lungo ponte che abbraccia non più 3 giorni, ma bensì 4. E un giorno in più fa la differenza su molteplici livelli!

Innanzitutto c’è un giorno d’incasso in più, che farà variare notevolmente le stime riportate dal boxoffice il lunedì. Poi ci sarà un dì in aggiunta per favorire il passaparola, strumento fondamentale per sostenere un film. Tutti infatti sappiamo quanto sia importante per la tenuta di un film, e, allo stesso tempo, di quanto i primissimi giorni in sala siano per un film questione di vita o di morte.

Il cambiamento suona quindi come epocale, e mi trova favorevole. Un piccolo grande provvedimento che speriamo contribuisca con forza a sostenere il cinema, che, ricordo, nasce per essere usufruito in sala, in compagnia, sul grande schermo.

E voi che ne pensate di questo cambiamento??

“The World Before Her”. Tra integralismo e successo

Dicotomie e (non) convivenze dell’India contemporanea. Vincitore del Concorso Mondiale di Documentari all’ultimo Tribeca Film Festival e presentato con successo alla prima edizione del Tribeca Firenze, The World Before Her è un lucido e terrificante saggio sul modo plurimo in cui vengono percepite le donne nel non troppo lontano Oriente indù.

La regista Nisha Pahuja punta l’obiettivo su due mondi (apparentemente) opposti: il concorso nazionale di Miss India e il Campo Fondamentalista Indù di Durga Vahini. Cambiamento contro Tradizione, nuovi orizzonti contro radici integraliste, sfilata sensuale di fronte al Padre Successo contro sacra devozione alla Madre India. Gli opposti non si attraggono, ma si scontrano, scoprendosi così vicini e così lontani, proprio come accade nelle città di Bombay o Calcutta dove lo splendore si affianca al fango, il grattacielo alla baracca. Allo stesso modo, qualcosa rende assai simili tra loro l’infiltrazione di botulino sul mento non esteticamente perfetto della miss e il calcio di un fucile che “sfregia” la tenera guancia di una probabile futura bimba soldato.

Marcato arrivismo e training forsennato dominano in entrambi gli spietati microcosmi. Alla fine dei suoi intensi 90 minuti, questo documentary ci consegna uno spaccato sociale privo sia di vincitori sia di vinti, dove tutti sono ugualmente sottoposti e prostrati ad un sistema che, pur imponendosi, promette libertà  e salvezza. O almeno così sono portate a credere le ragazze, e le bambine, proposte on screen.

Tramite un montaggio parallelo che avvinghia e spaventa, Nisha Pahuja giustappone interessantissime interviste a drammatiche sequenze televisive di stragi e di protesta a immagini di backstage o open air in the camp, portandoci a riflettere sul concetto di cambiamento, inevitabilmente da appoggiare o respingere.

Sguardi determinati e umani, coriacei e tristi, rassegnati e fieri sono veicolo di donne che si fanno tigri per la causa fondamentalista indù così come per la telecamera, che si credono libere e pronte a tutto, ma sono terribilmente sottomesse.

The World Before Her è quindi un documentario di pregiata fattura e forza, scioccante e fulgido, graffiante e violento, con nel cuore un significato finale aperto, insoluto, che lascia turbati.

Leggilo anche su www.cinemonitor.it

Maggio al cinema: spunti, linee di tendenza e qualcosa di più…

Mese di maggio movimentato e tutt’altro che sonnacchioso, considerando che la stagione cinematografica volge ormai al tramonto. Si sono infatti verificati alcuni casi cinematografici molto interessanti. Parliamo quindi in questo post di tre argomenti: il dominio del cinema francese, un “fuoriclasse” al botteghino e lo streaming legale gratuito.

In merito al primo blocco tematico, ovvero la qualità e la quantità di france cinèma, c’è da segnalare come questo sia stato in primis frutto, seppur sulla lunga distanza, della vittoria a fine febbraio di ben 5 premi Oscar (tra cui miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista) da parte di The Artist di Michel Hazanavicius. Un film che ha rilanciato il cinema francese in Italia, oltre ad averci presentato un nuovo grande divo: Jean Dujardin. Parallelamente un altro grosso traino è stato il successo di Quasi amici di Eric Toledano e Olivier Nakache, che già in data 26 marzo, dopo cinque settimane di inamovibile presenza sui nostri schermi, è diventato il film francese più visto di sempre in Italia, surclassando il record che fino a quel momento era detenuto da Il quinto elemento di Luc Besson (che da quindici anni si gongolava dei suoi 8.777.053 euro incassati). A fine marzo gli incassi di Quasi amici toccavano poco più di 9 milioni e mezzo di euro, saliti oggi a più di 14 milioni e mezzo.

Su questa scia si sono inseriti nella programmazione italiana Piccole bugie tra amici di Guillaume Canet, film validissimo che però non ha bissato il successo avuto in madrepatria, Ciliegine di Laura Morante, opera d’esordio di un’attrice italiana con cast e produzione tutta d’oltralpe, che ha stupito chiunque arrivando ad incassare in 6-7 settimane (da metà aprile) ben 717.000 euro, cifra toccata anche da Il primo uomo (che in originale suona Le premier homme) di Gianni Amelio, di produzione franco-italo-algerina con un cast artistico e tecnico dominato da figure francesi.

Di rincorsa sono apparsi on screen Gli Infedeli dell’accoppiata Dujardin-Lellouche, Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret, Special Forces – Liberate l’ostaggio di Stephane Rybojad e Sister della franco-svizzera Ursula Meier, da molti acclamata come l’erede dei fratelli Dardenne. Tutti film che sono sintomo di un cinema francese vivo e vitale, capace di toccare più generi, attrarre pubblico e ammaliare la critica, votato, in alcuni casi (vedi Piccole bugie tra amici e Gli infedeli), ad essere sempre meno francese e sempre più europeo nello stile registico.

Per rimanere in tema botteghino, non possiamo trascurare il grande successo (un vero fulmine a ciel sereno!) di To Rome with Love di Woody Allen, che, pur stroncato con durezza dalla critica (e anche da Carlo Verdone pochi giorni fa), ha incassato più di 7 milioni e 700 mila euro, ovvero qualcosa d’incredibile e assolutamente non programmabile dopo il successo di Midnight in Paris. Chissà, forse il romantico e nostalgico pubblico nostrano è stato richiamato dal fascino della città eterna e dal ritorno in scena dell’occhialuto maestro della comicità americana a 6 anni dalla sua ultima apparizione in Scoop.

 

Chiudiamo con una nota di merito per il cinema italiano. Maggio è stato il mese del piccolo grande caso cinematografico di Isole di Stefano Chiantini, uscito in poche copie nei cinema, ma cliccatissimo online. Il film, prodotto dal lungimirante e illuminato Gianluca Arcopinto, è stato infatti per 5 giorni in streaming legale gratuito su Repubblica.it e ha totalizzato 70 mila visualizzazioni. Ora chiunque sa bene che vedersi un film gratis e da casa è molto più semplice che andare al cinema e tirare fuori dal portafoglio 7,50 euro. Ma ragionando per assurdo con calcolatrice alla mano, se tutti questi spettatori avessero visto il film non al pc ma sul grande schermo, sarebbero stati ben 525 mila euro d’incasso, ovvero una cifra di grande rispetto coi tempi che corrono. Il campanello d’allarme lanciato da Isole è quindi vigoroso e c’invita a riflettere con attenzione sulle sorti del cinema italiano indipendente (e non solo) che, per raggiungere il pubblico che merita, deve re-inventarsi su canali comunicativi non proprio main-stream(ing)…

Nanni Moretti: “Tutti parlate di cinema…”

In omaggio al grande Nanni Moretti che da ieri è il Presidente di Giuria della 65esima edizione del Festival di Cannes. Da Sogni d’oro (correva l’anno 1981), la storica scena in cui si lamenta del fatto che tutti (s)parlano di cinema. Uno spezzone con una buona dose di sana auto-ironia (che non fa mai male!) rivolto anche a tutti i critici veri (?) o presunti, seri, semi-seri o parolai, blogger o giornalisti…

“Dorme”, l’esordio di Eros Puglielli

C’è chi fa cose, chi vede gente e chi… dorme. Anna dorme. Dorme sempre. O quantomeno questa è la scusa che dà per non parlare a telefono con Ruggero, ormai suo ex ragazzo. Perché lo ha lasciato? E’ troppo basso.

Da questo spunto di base prende il via Dorme, film d’esordio di Eros Puglielli (Occhi di cristallo). Grezzo nella qualità visiva, assai sfizioso e creativo nella tecnica registica. Zoomate folli, rallenty onirici, capovolgimenti di prospettiva e primissimi piani rendono variegato e personalissimo il suo rapporto con la macchina da presa. Un film semplice, sincero, che nasce dal bisogno di mettere in pellicola un’idea. Eccolo qua il punto di forza di Dorme: l’idea! Farcita poi da una manciata di personaggi veri e grotteschi allo stesso tempo: la “bella” e svampita Anna, il triste e solo Ruggero, il bipolare Riccio, l’anfetaminico Michele. Da non dimenticare il papà di Ruggero, tipico romanaccio scorbutico, mangione e in canottiera perenne. Da segnalare l’eclettismo della colonna sonora, guidata a tambur battente da Sognando California dei Dik Dik.

Un film da recuperare! Disponibile su Own Air.