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Habemus Papam: la sconcertante bellezza dell’umano troppo umano

Quest’articolo partecipa al contest per blogger promosso dalla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro per omaggiare i vari ospiti che negli anni sono stati presenti all’evento. Da sabato 2 a martedì 5 giugno (fino alle ore 19.00) potrete votarlo mettendo i vostri “mi piace” e/o commenti al link presente sulla pagina di profilo Facebook del Festival. Chiedete l’amicizia (che vi sarà accettata dopo poco tempo) e votatemi! :D

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Il solenne silenzio del conclave è rotto dal ticchettare secco e inquieto delle penne sui tavoli lignei. Poi si alza il brontolio delle preghiere dei cardinali: “Signore, non io, ti prego! Non sono in grado, non sono all’altezza!”. Habemus Papam è la messinscena dell’umano troppo umano che alberga nel sacro e nel divino, nell’insostenibile pesantezza dell’essere Santo Padre. Papa Melville incarna i timori di un manipolo di porporati/nonnetti che si scopiazzano come alunni di quarta elementare, si drogano di medicine forti e introvabili, litigano a scopone scientifico. Nell’autarchica filmografia morettiana, è un inaspettato film corale, dal quale non sono esclusi i due protagonisti.

Muovendosi in un continuo e palese gioco tra Vita e Teatro, Michel Piccoli entra dal fondo come magistrale primo-attore che, poco presente in (Santa) sede, non surclassa i confratelli. Voce fioca e vissuta, versatilità facciale da mimo d’altri tempi, occhio stanco e lucido da triglia, sorriso contenuto ed esagerato, ebete e paterno. Una prova monumentale, da domenica delle palme (di Cannes), paragonabile, in intensità, a quella ottenuta in Ritorno a casa di Manoel De Oliveira.

Poi irrompe il pavone, spelacchiato e argentato nella barbetta, che si compiace della propria bravura e si auto-incensa divertito: un Moretti parodia di se stesso. Ma si fa da parte e argina il suo istrionico egocentrismo concentrandolo in sguardi luciferini e una lingua biforcata che dispensa battutacce, satira ingenua e non sacrilega. Non inoffensiva (verso lo spettatore), ma neppure offensiva (verso la Chiesa). E nel nome della coralità, come in una rimpatriata di fine secolo, ecco tutti i suoi must, dogmi, ormai cliché: la canzone di gusto latino-americano (l’avvolgente Todo Cambia di Mercedes Sosa), il gioco di squadra con la palla (come nell’intero Palombella rossa e la partita di calcio in La messa è finita), gli interni in utilitaria (stavolta privi dell’usurata cantatina da famigliola Barilla).

Pur con alcune smagliature di sceneggiatura, Moretti, come Cechov (il cui Il gabbiano è saputo a memoria da Melville), getta uno sguardo limpido, crudele e tragicomico sulla fragile condizione umana. Oscilla tra piacere (il gioco) e dovere (il pontificato) con fluidità eterea, permeando tutto d’ipnotico magnetismo, sinistra ironia, azione immobile, suspense che tiene in estasi. Un’opera bizzarra e carica di pietas anche grazie alla puntuale ed ispirata colonna sonora di Franco Piersanti, che fonde toni draculeschi con melodie alla “Pierino e il lupo”. Una pellicola da devota genuflessione e applauso scrosciante, se questo non venisse stroncato sul nascere dal ruvido, spiazzante, inevitabile finale. Tende rosse al vento come il sipario di un palcoscenico desolatamente vuoto. Più che habemus papam, ecce homo.

The Versatile Blog Award: and the winner is…

Avete presente le “catene”? Ovvero quelle serie di messaggi che quando eravamo ragazzetti ci arrivavano sul telefonino e si concludevano con una cosa che suonava in sostanza così “o lo fai o morirai!”? Ecco le odio.
The Versatile Blog Award è però una catena sui generis, assolutamente da sostenere! E’ un’idea davvero originale, mezzo curioso ed efficace per conoscersi tra blog e blogger nell’infinito mare di Internet.

Innanzitutto ringrazio Antonella di Ho voglia di cinema per avermi premiato! Grazieeee!!!

Sono quindi 2 le regole del The Versatile Blog Award:

1 – Elencare 7 cose che ci riguardano di persona, con lo scopo di parlare un po’ di sé
2 – Premiare altri 15 blogger e comunicarglielo con un commento

Dunque, ecco 7 cose che mi riguardano:

1 – Adoro andare in bicicletta e adoro l’inverno. E le due cose sono compatibili. Difatti mi piace il vento ghiaccio in faccia, le mani fredde pur protette dai guanti, ecc. Forse sono masochista? Chissà, forse un pochino sì…
2 – Ho una collezione di quasi 300 vhs di film registrati rigorosamente alla Tv… ragazzi, il fascino del nastro è indiscutibile… lunga vita a quelle che un tempo chiamavamo “cassette”!
3 – Nonostante sia onesto e spietato nel giudizio, il mio animo è più “tenero” di quello che si pensi… infatti più “invecchio” più ho la semi-lacrimuccia facile… una scena su tutte? Il finale de La vita è bella mi strugge come un cremino al sole…
4 – Mi piace dormire in ogni sua forma: pisolino, riposino, sonnellino, ecc. Il letto è una calamita…
5 – Sono lunatico. Anzi no. Invece sì, lo sono. Lo vedete che sono lunatico! :D
6 – Avrei voluto vivere nel Rinascimento e forse è per questo che adoro la città dove sono nato e vivo, Firenze.
7 – Leggo troppo poco. Dovrei leggere mooolto di più!

Ma veniamo ora ai 15 blog che premierò. Sono in ordine sparso…
And the winner is…

1 – Ho voglia di cinema

2 – C’era una volta il cinema 2.0

3 – Effetto Notte

4 – Il cinema bendato

5 – Per un pugno di film

6 – Houssy’s Movies 2.0

7 – ContactCinema

8 – Situazione critica

9 – Recensioni di pancia

10 – …ma sono vivo e non ho più paura!

11 – Cooking Movies

12 – Il blog del mestiere di scrivere

13 – Cinemagnolie

14 – Non solo pizza e cinema

15 – Solaris