“I pinguini di Mr. Popper”: il ritorno di Ace Ventura?

17 anni dopo Ace Ventura: l’acchiappanimali, Jim Carrey torna ad “interagire” con una nutrita combriccola di animaletti. Non più cani, pappagalli, delfini, bensì 6 pinguini dell’Antartide. Il risultato è una piacevolissima commedia bollino verde che diverte e fa riflettere sul valore dell’amicizia e della famiglia, sul rapporto genitori-figli e inquadra gli animali “domestici” come fonte d’affetto e conforto.

Un’opera interessante per quanto riguarda la “con-divisione” della scena filmica da parte di Jim Carrey con delle simpatiche creaturine forgiate in digitale. Insomma, stiamo parlando del re della smorfia (come dimenticare lo sssspumeggiante The Mask!) che, pur meno giovane e più legato nelle espressioni facciali, accetta di dividere un “palco innevato” con dei pinguini frutto del pc. Ma l’uinione fa la forza e il gusto ci guadagna. E’ così che porli di fianco ci conduce in un incontro da fiaba, fumetto, cartone animato col fascino d’altri tempi, dove Carrey dimostra di trovarsi perfettamente a suo agio.

Mirabile, e i cinefili concorderanno con me, che i pinguini siano fans sfegatati del più grande “pinguino umano” della storia del cinema: Charlie Chaplin.

Si rimane indignati ed basiti nel notare come, con una delle più scellerate tattiche di distribuzione, questo film natalizio con tanto di neve, lucine colorate e papaline in testa, sia uscito nelle sale italiane il 12 agosto 2011. Un motivo in più per recuperarlo in homevideo. Soprattutto in questi giorni di freddo freddo freddo… brrrrrr!!

2 risposte a “I pinguini di Mr. Popper”: il ritorno di Ace Ventura?

  1. [...] c’è solo un interrogativo da sbrogliare: sarà uno dei pinguini di Mr.Popper o uno di Madagascar?? Ditemi la vostra! Ti piace? Condividi!EmailLike this:LikeBe the first to [...]

  2. Igor Riccelli scrive:

    Non male questa zoocommedia. l’ho vista qualche tempo fa, in un momento di disimpegno, e si fa apprezzare, soprattutto per la semplicità di raccontare una storia. Piccola annotazione personale: troppo prevedibile il finale, anche se in un film per famiglie è difficile aspettarsi di più.

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