Secondo film italiano in concorso a Venezia 68, “Quando la notte” di Cristina Comencini si pone sulla stessa linea dei precedenti “La bestia nel cuore” e “Il più bel giorno della mia vita”, ovvero sani drammoni sui temi della famiglia, la sessualità, gli affetti. In questo caso assistiamo all’incontro tra Marina (Claudia Pandolfi), mamma stressata e semi-sola con un bambino piccolo pestifero da badare e tirar su, e Manfred (Filippo Timi), guida alpina rabbiosa, scostante e silenziosa con una tragica infanzia alle spalle e nel cuore… continua a leggerlo su http://www.cinemaerrante.it cliccando QUI (e diventa FAN su Facebook)
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I film precedenti della Comencini non mi hanno entusiasmato molto, anzi… I soliti drammi domestici, i fratelli omosessuali che non hanno il coraggio di dirlo ai genitori, il marito tradito e l’amante.
“Quando la notte”, invece, riesce a trasmettere l’emozione pur essendo una storia non proprio originalissima; sarà perchè gli fanno da sfondo bellissimi paesaggi montani, sarà perchè non calca molto la mano sulla storia d’amore di per sè, quanto sui sentimenti e sui drammi presenti e passati dei protagonisti, fatto sta che tiene incollati allo schermo, cosa che, per un film italiano del genere, non è per niente scontata.