Archivi del mese: agosto 2011

Venezia 68… arrivooo!!!

Cari fan, dopo una lunga vacanza estiva che mi ha portato prima al Bobbio Film Festival e poi nella splendida e assolata Spagna, da domani sarò alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia. Il programma è ricchissimo e mi aspetto davvero molto da questa edizione. Se consideriamo poi che il presidente di giuria della selezione ufficiale è lo straordinario Darren Aronofsky, è lecito pregustare premi a film virtuosistici, arditi, poliedrici, “psico-deviati”. Giorno dopo giorno cercherò di raccontarvi che cosa accade al Lido con pensieri, commenti flash, qualche recensione vera e propria, foto e magari alcune piccole video-chicche…

Oltre che per questo vostro amatissimo blog, sarò lì per collaborare con gli amici e colleghi del sito Cinema Errante. Quindi visitate costantemente anche questo sito e avrete da leccarvi i baffi!! Che altro dire… ci sentiamo da Venezia! Ovviamente sempre più onesti e soprattutto sempre più spietati!!

Brother: mafia, sushi e fiori di sangue

Potere magnetico del fuoricampo. Brother di Takeshi Kitano vive del torbido, misterioso, viscido appeal di quell’Invisibile nascosto oltre le quattro linee di confine del quadro. Il nostro occhio, sin dalle primissime immagini, è morbosamente affascinato dalla ricerca di ciò che non si mostra, una ricerca destinata a rimanere insoddisfatta. E’ questa la prima grande trovata del maestro giapponese, una trovata che rende la sua opera degna dei manuali di cinema.

Lo stesso Kitano è il sornione e introverso protagonista dotato di una straordinaria e minimalista mimica facciale interrotta da nerissimi occhiali alla Morpheus.

Nella regia spicca uno scrupoloso e curioso uso della soggettiva, capace di propinarci primi piani frontalissimi e personaggi mostrati nella loro interezza come cavalieri senza testa, poiché mozzata dall’inquadratura.

Dietro questi tecnicismi va in scena la silenziosa spietatezza della mafia orientale, fatta di pistolettate improvvise che dipingono floreali chiazze di sangue su vetri e pareti. E’ un pulp che si protende vertiginoso verso uno splatter mirato e artistico.

Sequenza indimenticabile: la sparatoria notturna in un ampio cortile, le cui tenebre si squarciano con l’eccessivo brillio dei colpi di revolver delle due gang di turno. Un film da vedere per scoprire il vero significato del termine “regia”.

Ma cosa, anzi dove, sto guardando???

Siamo sicuri di guardare sempre ciò che il regista voleva mostrarci???

Per studiare i meccanismi della visione umana, un gruppo di ricercatori del Diem Project di Edimburgo ha fatto vedere ad 11 persone alcune scene del film Il petroliere di P.T. Anderson. E hanno ergistrato i loro movimenti oculari. Ecco lo strabiliante risultato del test:

John McClain la sa lunga…

Capitano, mi tolga una curiosità: cos’ è che fa scattare prima il metal-detector? Il piombo che ha nel culo o la merda che ha nel cervello – 58 minuti per morire