Le regole della casa del sidro

Film di formazione poetico, delicato, semplicemente bellissimo. Di gusto puramente dickensiano, Le regole della casa del sidro è il capolavoro di Lasse Hallstrom, una pellicola capace di sciogliere anche un cuore di cemento. Non dico che sia il più bel film che abbia mai visto, però ci siamo molto molto molto vicini. L’ho visto senza grosse aspettative e forse anche per questo mi ha letteralmente e totalmente conquistato. Un film semplice, una storia dal sapore antico, dolce e amaro allo stesso tempo, sul senso della vita e delle scelte che ogni uomo è chiamato a fare. Sulle radici, sul valore del mettere al mondo una creatura, sul significato del termine “padre” che va oltre geni e cromosomi. Lasse Hallstrom dimostra di essere un grande novelliere del cinema contemporaneo, come confermerà appena un anno dopo con Chocolat (2000). A trasformare un bel film in capolavoro ci pensa la trascinante colonna sonora di Rachel Portman, che attraverso poche note ci traghetta nel mare sconfinato della lieve commozione.

Un’opera da vedere e rivedere, da segnare nell’albo delle pellicole indimenticabili alla scadere del ventesimo secolo.

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