Archivi del mese: dicembre 2010

I 5 migliori film del 2010!!!

Il 2011 è alle porte! Poche ore e saremo nel nuovo anno! E’ quindi d’obbligo eleggere i migliori film del 2010! Un’operazione piuttosto difficile poiché la scelta è ardua e ci saranno degli illustri esclusi. Ma non farò né il migliore né la top 10. Ma una simpatica top 5!

Ecco quelli che secondo me sono i 5 film da ricordare di questo 2010, film splendidi che ho promosso a pieni voti, per i quali mi sono commosso oppure ho riso dall’inizio alla fine o semplicemente ho applaudito con estrema convinzione:

 

1 – L’uomo che verrà di Giorgio Diritti

2 – Una vita tranquilla di Claudio Cupellini

3 – Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo

4 – Inception di Christopher Nolan

5 – Potiche di Francois Ozon

 

E la vostra top 5? Quali i migliori del 2010?? Ditemeli!!!

Ah dimenticavo…. Buon annoooooooo!!!!!

La banda dei Babbi Natale

AAA cercasi gli Aldo, Giovanni e Giacomo di una volta! Sarebbe il caso di lanciare un allarme a “Chi la visto?” se non fosse per un paio di buone performance di Aldo e Giovanni nella seconda parte del film. Per il resto La banda dei babbi Natale è una commediola piacevole, scorrevole, carina, ma niente di più. Niente di più perché il trio milanese ha perso la verve, la vis comica di un tempo, ritrovata per un attimo solo nello squisito Chiedimi se sono felice. Senza dubbio è certamente meglio del classico cine-panettone alla Boldi/De Sica, ma nulla di più. Il risolino c’è sempre sulla bocca dello spettatore, ma le risate da sbellicarsi (ad essere generosi) si contano sulle dita di una mano.

Colpevole in parte anche la regia di Paolo Genovese, meno brillante di Massimo Venier che ha diretto le precedenti pellicole con protagonisti Al, John e Jack. Piatta la performance di Angela Finocchiaro che ormai, per questioni dovute alle case di produzione, è come il prezzemolo; invadente, smorta e fuori luogo la figura di Giorgio Colangeli; mal sfruttato lo straripante talento di Lucia Ocone.

Peccato perché l’idea di fondo è semplice ma avvincente, così come la struttura narrativa delle “premesse”/flashback. Insomma, il trio di Pdor, figlio di Kmer, stenta a ridecollare. Attendiamo con fiducia…

 

I peggiori film del decennio 2000/2010

Il 2010 volge al termine e cinematograficamente parlando è il momento di tirare le somme non solo di questo anno che se ne va, ma di tutto il primo decennio del Terzo Millennio.

La domanda quindi è una sola e fuori dal coro: quali i peggiori film dal 2000 ad oggi? Cioè: quale film avete davvero trovato insostenibile? Per quale avete alzato bandiera bianca prima della fine o magari avete visto fino in fondo esclamando ai titoli di coda “per fortuna è finito, non ne potevo più!” o “che serata buttata nel cesso” o ancora “ora mi faccio rendere i soldi del biglietto!”? Quali sono i film che bocciate su ogni fronte (o quasi)?

Insomma, sparate!!! E siate onesti e spietati!! Se ad esempio un film d’autore o un cosiddetto “capolavoro” vi ha annoiato a morte o suscitato l’orticaria o altre allergie… si può dire!

Ovviamente ogni giudizio è soggettivo e l’elenco che spero si formi è assolutamente parziale e incompleto…

 

Io ne segnalo solo 5 che a me davvero non sono piaciuti:

 

-          Lo spaccacuori dei f.lli Farrelly

-          A serious man dei f.lli Coen

-          Primo amore di Matteo Garrone

-          L’uomo che fissa le capre di Grant Heslov

-          Come Dio comanda di Gabriele Salvatores

 

Ora tocca a voi!!! Go go go!!!!

Un po’ di sana auto-ironia…atto II

Les signes vitaux: un brivido che vola via…

La giovane Simone torna a Quebec City per la morte della nonna, poi abbandona gli studi universitari e il “fidanzato” Boris, dedicando interamente le sue giornate all’assistenza di malati terminali in un centro di cure palliative. Ma dietro i suoi gesti di solidarietà c’è un passato che lascia segni evidenti e incancellabili nel presente, sul suo corpo, sulle sue gambe.

 

Vincitore del premio speciale della giuria al Torino Film Festival 2010, Les signes vitaux è senza ombra di dubbio uno dei film migliori del secondo festival diretto da Gianni Amelio. Sophie Deraspe (classe 1973) realizza un’opera intensa, che colpisce al cuore, che affronta con rispetto e senza fronzoli o facili banalità i temi della vita e della morte.

La giovane regista canadese tiene in pugno con fermezza dall’inizio alla fine ogni aspetto del suo film: dialoghi asciutti e scarni, personaggi ben assortiti e ben interpretati, una regia asettica e distaccata inframezzata da brillanti trovate (ne cito solo due: la macchina da presa poggiata sul tavolino dell’infermeria e le inquadrature dall’alto sui letti nel momento della morte come fosse lo sguardo del buon Dio sulle sue creature). I lunghi silenzi non sono mai soporiferi, anzi trasudano contenuto e intima riflessione. Tante piccole suggestioni avvolgono lo spettatore in un’aura di “suspense” poetica.

Divina la prova attoriale della protagonista, Marie Helène Bellavance, capace di portare sulle spalle un personaggio originale e una storia “di peso”.

Altro punto a favore è la presenza di un finale non scontato né buonista, che sottolinea il calore dei vivi e il freddo della morte. Un finale semplicemente carico di una necessaria speranza.

 

Fonte: http://www.cinemonitor.it

Link: http://www.cinemonitor.it/contenuto.asp?uid=4KX14NUZ6VYGOJMYUCL64BVSRL7N9KGPX9LURYTI5

Un po’ di sana auto-ironia…