Come vorrei che venisse fuori un funeralone da fargli prendere un colpo a tutti e due quelli lì: e migliaia di persone, tutte a piangere e corone, telegrammi, bande, bandiere, puttane, militari. Così diceva, nella scena finale di Amici miei del 1975, l’architetto Melandri (Gastone Moschin) assistendo al funerale semi-deserto del Perozzi (Philippe Noiret). Trentacinque anni dopo questo funerale diventa realtà nel cortometraggio L’ultima zingarata: tributo ad Amici Miei del regista fiorentino Federico Micali. L’opera sarà proiettata in anteprima assoluta venerdì 3 settembre alla 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia all’interno della sezione “Giornate degli Autori”.
Al corto, girato in piazza Santo Spirito a Firenze con grande partecipazione di gente comune vestita a lutto, hanno preso parte anche Mario Monicelli (nei panni di Adolfo Celi) e Gastone Moschin. Il remake segue le stesse inquadrature iniziali della pellicola originale per poi aprirsi su un funerale eccentrico e fuori dagli schemi, e per questo bellissimo. E il Festival di Venezia è certamente la giusta vetrina per rendere omaggio ad una delle commedie più belle (e amare) del cinema italiano.
Qui di seguito una scena indimenticabile:












